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Il Ticino
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| Favole
> Favole di
La Fontaine |
LA VOLPE E LA CICOGNA
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Signora Volpe un bel dì fece il gesto
di invitare la Cicogna a desinare.
Il pranzo fu poco ricco e modesto,
anzi quasi non c'era da mangiare.
Tutto il servizio e il costrutto
si ridusse a una broda trasparente
servita in un piatto. Or capirete
se, a causa di quel becco che sapete,
la Cicogna poté mangiar niente.
Ma la Volpe in un lampo spazzò tutto.
Per trar vendetta dell'inganno, anch'essa
la Cicogna invitò la furba amica,
che accettò senza complimenti.
La Volpe, a cui non manca l'appetito,
andò pronta all'invito.
Vide e lodò il pranzetto preparato,
tagliato a pezzi in una salsa spessa,
che mandava un profumo delicato.
Ma il pranzo fu servito per dispetto
in fondo a un vaso a collo lungo e stretto.
Ben vi attingeva col becco la Cicogna
dentro la fessura,
ma non così la Volpe,
per via del muso tondo e non adatto
per il vaso di piccola misura.
A pancia vuota e piena di vergogna,
se ne partì quell'animale ghiotto
mogio mogio, la coda fra le gambe,
come una vecchia volpe malandrina
che si senta rapir da una gallina.
Vuol dimostrare questa favoletta
che chi la fa l'aspetta. |
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Fonte:
Fedro, La volpe e la cicogna
Testo: tratto dalla traduzione di
Emilio De Marchi |
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Jean de La Fontaine, 1621 - 1695
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